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Museo di Fisica
"Antonio Maria Traversi"
Presentazione del Museo Traversi

UN NUOVO MUSEO IN VENEZIA

Il Museo di Fisica "Antonio Maria Traversi", allestito presso il Liceo Classico Marco Foscarini di Venezia, è stato inaugurato il 20 dicembre 2003. E' intitolato all'abate Antonio Maria Traversi (21/02/1765 - 21/09/1842), primo "Provveditore" (preside) del Liceo, un eccellente fisico oltre che docente. Nel Museo è esposta una selezione di circa 300 antichi strumenti di fisica sia di tipo didattico sia di ricerca che datano dal XVII fino ai primi decenni del XX secolo, alcuni dei quali sono pezzi unici.

La funzione del Museo, oltre che esporre al pubblico un patrimonio di alto valore non solo scientifico, ma anche estetico e storico che altrimenti sarebbe accessibile a poche persone, vuole essere di stimolo soprattutto ai giovani verso l'interesse per la scienza e per la storia. Il Museo si propone, infatti, anche come centro di studio e di ricerca: un ricco patrimonio di testi e di documenti permette ricerche nel campo della storia della Scienza e della didattica dei secoli passati.

STORIA DI UNA PREZIOSA COLLEZIONE

Bussola di navigazione dell'Abate Cannini, Malfi, © D 2004La presenza in un Liceo di una collezione così singolare e preziosa (poco più di 460 strumenti) è dovuta alla bicentenaria storia di questo istituto (fu infatti fondato nel 1807). Oltre a dirigere la nuova scuola e ad arricchirne la biblioteca, il Traversi, donando la sua preziosa collezione privata di strumenti di fisica di grande bellezza e raffinatezza costruttiva, diede vita al Gabinetto di Fisica, dotandolo fin dall'inizio di un insieme di apparecchi di alto livello e bellezza.

Eliostato si Sielbermann, Malfi, © D 2004Per tutto il XIX secolo, grazie all'opera degli illustri docenti che si sono avvicendati alla cattedra di fisica, il Gabinetto di Fisica (che era ubicato nella sala dell' attuale Aula Magna) ha assolto a un importante duplice compito. Da un lato offrire agli studenti un valido aiuto pratico a quanto veniva affrontato teoricamente attraverso un gran numero di apparati di grande efficacia didattica. Dall'altro essere il teatro in cui si svolgeva la ricerca scientifica di altissimo livello, portata avanti con regolarità dai vari docenti di fisica, ad alcuni dei quali (A. M. Traversi e Francesco Zantedeschi, di fama internazionale, poi passato all'Università di Padova) viene "data la parola" in appositi cartelloni affissi alle pareti per descrivere le "proprie macchine" e più in generale i principi della fisica.

I docenti commissionavano a particolari artigiani la costruzione di un gran numero di strumenti di elevata qualità e precisione per l'epoca, in modo da tenersi sempre al passo con le nuove scoperte sia in ambito teorico che strumentale. Si deve anche osservare che all'epoca il governo austriaco adottò nei confronti del Liceo una politica illuminata, cercando di soddisfare le richieste d'acquisto inoltrate dai docenti, non solo di fisica. Da qui il numero così elevato di strumenti posseduti dall'istituto.

UN PARTICOLARE PERCORSO NELLA STORIA DELLA FISICA

Galvanometro astatico costruito da L. Nobili, Malfi, © D 2004I moderni strumenti di fisica anche didattici spesso si presentano come delle misteriose "scatole chiuse" dalle quali entrano ed escono fili, si accendono lucette multicolori e si leggono cifre da un display. Il modo di funzionare resta segretamente celato entro la scatola o nel complicato circuito integrato al suo interno. Così è ben difficile "vedere" l'antico strumento d'origine.

Gli apparecchi del Liceo appartengono a un particolare passato della fisica in cui gli strumenti (anche se meno precisi degli equivalenti moderni, ma assai curati esteticamente) possedevano l'innegabile pregio didattico di far ancora vedere come funzionavano. Se poi si considera che in certi casi ciò che viene esposto è proprio il primo modello originale dello strumento dal quale poi ne nasceranno altri più perfezionati e precisi fino a quelli odierni, il particolare percorso nella storia della fisica tra "scienza e arte" offerto dal Museo al visitatore acquista maggiore importanza.

STRUMENTI ANCORA UTILIZZATI

Disco di Newton con roteggio, Malfi, © D 2004Paradosso meccanico, Malfi, © D 2004 Degli antichi strumenti superstiti un numero rilevante è in ottimo stato di conservazione e in buona parte ancora oggi funzionante. Infatti diversi apparati sono stati rimessi in funzione per poter essere utilizzati sia nel laboratorio di fisica che nel Museo. Si è deciso, anche nell'allestire il Museo, di non spogliare gli antichi strumenti del loro importantissimo compito didattico, che proprio in passato ha motivato l'acquisto di tanti dispositivi.

E' in questo contesto che, solo in presenza della guida, la visita al Museo prevede anche la messa in opera di alcuni strumenti e l'esecuzione di semplici ma efficaci e significative dimostrazioni scientifiche. Le guide sono alcuni studenti dello stesso Liceo che hanno seguito un corso di preparazione teorico-pratico e che continuano nell'attività di ricerca, di pulizia e di recupero funzionale degli strumenti.