Elettromagnetismo - elettrochimica
Supporto teorico
Evoluzione della pila


CategoriaN.Capitolo
Ad un liquido1Pila a trogoli
2Pila di Wollaston o "a tazze"
3Pila di Münch
4Inconvenienti: la polarizzazione
A due liquidi5Pila Daniell
6Pila Grove
7Pila Bunsen o a "carbone"
Ad un liquido8Pila Grenet - Poggendorff
Pile a secco9Pila di Zamboni o "secca"
10Pila Leclaché
11Pila Zn - HgO
Accumulatori12Batteria al piombo
13Batteria di Edison
14Batteria al nichel - cadmio
Pile a combustibile15Cella a combustibile Grove
16Celle alcaline
17Celle ad acido fosforico
18Celle a carbonati fusi
19Celle ad ossidi solidi

"Accidenti, è finita la pila!". Ciascuno di noi si è trovato più di una volta di fronte alla necessità di sostituire in un apparecchio elettrico questo o questi piccolissimi componenti, ma che rappresentano però l'intero motore della macchina. In effetti della presenza delle pile ci si ricorda solo quando esse devono essere cambiate perchè scariche, tanto sono radicate e quindi diventate oggetti comunissimi del nostro mondo elettrico. Da questo punto di vista si può ben dire che una pila condivide la particolare "caratteristica" propria della corrente elettrica: ci si ricorda che c'è quando cessa di esserci!

Che le pile del lettore di Compact Disk o della radio e quelle simili ad una monetina da 1 euro o a un bottone che si trovano, ad esempio, in una calcolatrice siano figlie della pila di Volta può sembrare un volo pindarico, visto che è assi facilmente intuibile che le sostanze chimiche impiegate nelle pile moderne e i materiali sono diversi dai semplici dischi voltiani. Ma in realtà la pila di Volta "vive" in tutte le pile nel loro principio di funzionamento, poiché fu proprio Alessandro Volta a capire che è l'opportuna unione di due sostanze chimiche diverse che fa la differenza... di potenziale in questo caso.

Volta dimostrò questa proprietà inventando il primo dispositivo elettromotore della storia, cui i Francesi diedero il nome di pila. A questo punto si ebbero tutta una serie di nuovi esperimenti e scoperte effettuati grazie a questo nuovissimo oggetto elettrochimico. E' proprio in questo contesto che si misero ben presto in luce i difetti della pila voltiana e ci si diede conseguentemente da fare per trovare soluzioni in grado di renderne sempre più alta l'efficienza e la durata.

Questo percorso fatto di molte tappe non è a tutt'oggi ancora finito. Infatti la richiesta di pile sempre più a lunga durata e ad elevata efficienza, necessarie per far funzionare oggetti come i telefoni cellulari o le videocamere, offre in continuazione nuovi problemi cui la ricerca cerca di dare soluzione. Non va poi dimenticato che le cosiddette pile a combustibile possono rivelarsi una buona soluzione al problema dell'inquinamento urbano, dovuto all'elevata circolazione di autoveicoli, a patto di riuscire a risolvere alcuni problemi che ne impediscono l'utilizzo a bassi costi su vasta scala.

Nella consapevolezza di non poter proporre nella loro interezza e complessità tutte le tappe che hanno caratterizzato l'evoluzione della pila, se ne offre una breve sintesi.