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Archivio fotografico
Bicentenario - Mostra Ca.Ri.Ve
13 marzo 2007 - 30 marzo 2007


Si ringrazia la Direzione della sede centrale della Cassa di Risparmio di Venezia per aver concesso il permesso di fotografare all'interno dell'edificio

Il Liceo Marco Foscarini ha iniziato il periodo di celebrazione del bicentenario della sua fondazione con una mostra presso la sala d'ingresso della Sede Centrale della Cassa di Risparmio di Venezia. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta lunedì 12 marzo alle ore 18.00 alla presenza di un folto pubblico. Sono intervenuti rappresentanti della Cassa di Risparmio, del Comune di Venezia e del Liceo.

Il Museo Traversi è stato chiamato a partecipare all'evento con l'allestimento di una intera vetrina in cui esporre una piccolissima, ma significativa, selezione di antichi strumenti di fisica. Il Museo Traversi con gli strumenti che conserva e cura testimonia alcuni importanti aspetti della lunga storia e del glorioso passato del Liceo Foscarini. E con una collezione di poco più di 450 pezzi, si ha solo l'imbarazzo della scelta!

Per il bicentenario dell'istituto si è deciso di sottolineare un'importante duplice funzione che ha connotato il vecchio gabinetto di fisica (ubicato nell'odierna Aula Magna) per tutto il XIX secolo. Essere stato da un lato il teatro in cui integrare le lezioni teoriche con dimostrazioni pratiche dei principi della fisica con l'ausilio di dispositivi didattici assai efficaci e ben curati esteticamente, dall'altro essere stato il luogo in cui i vari docenti che si sono succeduti alla cattedra di fisica conducevano esperimenti finalizzati alla ricerca scientifica di alto livello avvalendosi dei più moderni strumenti e macchinari all'epoca disponibili, espressamente acquistati e/o fatti appositamente costruire a tale scopo da abilissimi costruttori. Alcune di queste macchine figurano all'interno o nelle tavole in calce ai volumi scritti dai docenti di fisica e attualmente conservati nella biblioteca del Liceo. Tra questi particolari dispositivi sono stati selezionati i cinque strumenti esposti nella mostra.

Qui di seguito si riportano in forma assai più estesa e completa le informazioni contenute nei cartellini esplicativi presenti nella vetrina.

Il prof. Bernardino Zambra assunse nel 1850 la cattedra di fisica dopo il passsaggio del prof. Francesco Zantedeschi all'insegnamento universitario a Padova. Zambra, molto amato dagli studenti, scrisse nel 1854 un trattato in due volumi, di cui solo il secondo è ancora conservato nella biblioteca del Liceo, dal titolo "I principj e gli esperimenti della fisica". Arricchito da incisioni intercalate nel testo, la figura 254 a pagina 347 mostra l'Apparecchio per la distribuzione superficiale delle cariche (vedi foto - pagina museo virtuale). All'epoca il dispositivo non era presente, ma essendo un "classico" tra gli strumenti didattici, venne poi acquistato. Nella Sezione del Museo Virtuale dedicata ai testi di fisica tratti dai manuali del passato è presente un passo dell'opera dello Zambra legato a tale strumento. Il volume in vetrina è aperto esattamente in corrispondenza di tale punto.

L'abate Francesco Zantedeschi è senza ombra di dubbio una figura di tutto rilievo tra i docenti che insegnarono al Foscarini (allora I.R. Liceo S. Caterina). Poliedrico sperimentatore e dal carattere piuttosto pepato, arricchì la collezione di strumenti del gabinetto di fisica con dispositivi importanti e di particolare utilità per la conduzione della ricerca scientifica. Zantedeschi è autore di un "Trattato di fisica elementare" (in 3 volumi, il primo andato perduto) e del "Trattato del calorico e della luce" (in due volumi, il secondo dei quali, sulla luce, mai pubblicato). Si tratta di opere di grande interesse, non solo per le tavole in calce ai volumi (molto importanti per il Museo), ma per la profondità di pensiero, la grande attenzione e ricchezza bibliografica con cui l'autore tratta i fenomeni e soprattutto lo sviluppo di certi aspetti sperimentali della fisica. Nei Trattati trovano posto anche i risultati sperimentali delle sue personali ricerche.

Il 23 giungo 1843, dopo aver acquistato una nuova Bussola d'inclinazione in ottone (vedi foto - pagina museo virtuale), lo Zantedeschi effettuò presso l'istituto accurate misure dell'angolo di inclinazione magnetica, riportando i risultati nel suo trattato. Lo strumento è raffigurato nella tavola I (fig. 8) del volume III - parte I del Trattato di Fisica elementare, esposto davanti alla bussola con la tavola indicata distesa e aperto in corrispondenza della pagina che riporta i risultati delle misurazioni.

La tavola III (fig. 83) del volume III - parte II del Trattato di Fisica elementare dello Zantedeschi raffigura la Calamita Scintillante (vedi foto - pagina museo virtuale), una delle prime macchine a induzione, ideata tra la fine del 1831 e il gennaio 1832. L'allora docente di fisica, Stefano Marianini, ne acquistò un esemplare nel 1832. Esponendo questo dispositivo si vuole offrire una prova della straordinaria attenzione che all'epoca veniva posta nell'entrare in possesso nel più breve tempo possibile delle più recenti invenzioni del progresso scientifico. Una scheda affissa alle pareti del Museo riporta un breve passo relativo a tale strumento e come esso sarebbe se fosse completo. Il Trattato dello Zantedeschi, dietro alla Calamita Scintillante, è aperto in corrispondenza della pagina introduttiva alle macchine "Magneto-elettriche" con la tavola III totalmente distesa.

Daniell, noto per aver realizzato (1836) un'innovativa pila, ideò nel 1823 un igrometro a condensazione. Un anno dopo il suo insediamento al S. Caterina il prof. Zantedeschi dispose l'acquisto dell'Igrometro di Daniell (vedi foto - pagina museo virtuale). Come già osservato, lo Zantedeschi arricchì il gabinetto di fisica con molteplici strumenti soprattutto sperimentali. Nella tavola III (fig. 55) è rappresentato lo strumento. Il volume, con la tavola indicata tutta distesa, è stato esposto chiuso per mostrare la copertina. Nella sala del Museo è appesa alle pareti una Scheda comprendente un passo collegato a tale dispositivo.

Il padre fondatore dell'istituto, abate Antonio Traversi, è autore di un'opera in 7 volumi che vide la luce dal 1806 al 1809, per poi essere ristampata col titolo "Elementi di fisica generale" nel 1822. Più che un trattato, è un "libro di testo" organizzato in 92 lezioni. Ogni volume è arricchito in calce da diverse tavole con gli strumenti descritti nelle varie lezioni e/o impiegati per gli esperimenti dimostrativi. L'Areometro di Nicholson (vedi foto - pagina museo virtuale) figura nella tavola III del volume VI. Una scheda affissa alle pareti del Museo riporta un breve passo relativo a tale strumento anch'esso tratto dall'opera del Traversi; il volume in vetrina è aperto esattamente in corrispondenza di tale punto.