Figure importanti per la Fisica al Foscarini
Il "macchinista" Francesco Cobres
Venezia, 9 gennaio 1800 - 25 ottobre 1846


Anno Eventi Fotografie
9 gennaio 1800 Cobres nasce a Venezia
Macchina di Ramsden
Vecchio spinterometro
Gran modello di locomotiva
Pompa aspirante ed elevatoria
Apparato per la rotazione delle correnti
Prima del 1818 Costruisce il suo probabile capo d'opera: la macchina elettrica di Ramsden
1821 Viene assunto come inserviente nel Gabinetto di Fisica
1824 Costruisce la Pompa aspirante
1825 Gli viene assegnato il Premio d'Industria per la costruzione della Pompa aspirante ed elevatoria
1825 Costruisce lo Spinterometro vecchio
1840 Costruisce l'Apparato per la rotazione delle correnti
1843 Costruisce il Gran Modello di locomotiva
1844 Gli viene assegnato il Premio d'Industria per la costruzione del Gran Modello di locomotiva
1845 Gli viene assegnata la direzione dell'Imperial Regia Scuola Tecnica in S. Procolo
25 ottobre 1846 Muore a Venezia di vaiolo

Il Gabinetto di Fisica, fin dai primi anni, ricevette un forte incremento dalla presenza e dall'attività dei suoi illustri docenti i quali, inoltre, si avvalevano dell'aiuto dei cosiddetti "macchinisti". Paragonarli a dei semplici tecnici sarebbe riduttivo: si trattava di persone che non solo preparavano le macchine (così da rendere possibili le dimostrazioni pratiche di quanto veniva insegnato in classe), ma anche costruivano strumenti di ogni genere con grande abilità manuale e raffinato gusto artistico.

Merita sottolineare che all'epoca uno strumento scientifico, anche d'uso prettamente didattico, non solo come un oggetto costruito esclusivamente per dimostrare certi principi o fenomeni fisici, ma anche come un vero e proprio pezzo da collezione di cui curare quindi, secondo il gusto del tempo, pure i particolari per così dire secondari. Il più abile macchinista che lavorò nel Gabinetto di Fisica dell'I.R. Liceo S. Caterina, poi Liceo Foscarini, fu Francesco Cobres, che per la sua abilità e genialità costruì dispositivi anche per l'Università di Padova.

Dai documenti del Liceo, di Cobres si sa che conseguì la patente di macchinista (in questo fu probabilmente avvantaggiato dal fatto che il padre, Giovanni Battista Cobres, fu anch'egli un macchinista). Nel 1821 entrò alle dipendenze dell' I. R. Liceo S. Caterina, dove rimase per ben 24 anni (dal 1821 al 1845) con uno stipendio di base pari a circa 1/4 di quello di un docente, cui si sommavano i pagamenti delle macchine che costruiva. Nell'arco della sua carriera Cobres conobbe vari professori che si avvicendarono nel Liceo nell'insegnamento della fisica, i quali ebbero modo di provare la sua grande bravura. Cobres è perfino citato (un vero onore!) dal prof. Francesco Zantedeschi nel suo Trattato di Fisica Elementare. Nel trattare dei mastici dell'elettroforo, così lo elogia lo Zantedeschi: "[...] Io trovo eccellente il mastice formato di 3/4 di caloformio e un quarto di gomma lacca, come suole praticare il sig. Francesco Cobres, macchinista di questo I. R. Liceo di Venezia. [...]" (Trattato di Fisica Elementare, 1844, Venezia, vol. III, parte I, capo 32, pag. 133).

Alla fine del 1845 Cobres passò a dirigere l'officina dell'I. R. Scuola Tecnica, istituita nel 1842/43 in Venezia con sede provvisoria a S. Provolo. Morì purtroppo l'anno dopo di vaiolo a Venezia; abitava nel sestiere di S. Marco al numero 5061, parrocchia di S. Salvador. Nella famiglia di Cobres ci furono almeno altri due macchinisti: il fratello Enrico e suo figlio Giovanni Battista.

A titolo di curiosità, "perso" l'abile Cobres, il prof. Zantedeschi si diede subito da fare per fare in modo che a succedergli fosse il fratello Enrico, il quale probabilmente frequentava il Gabinetto di fisica, magari aiutando il fratello e traendo da ciò grande esperieza sul campo. Il professore si affrettò a mettere nero su bianco (il documento è ancora conservato in archivio) le qualità che secondo lui (ovvero selezionate ad hoc per Enrico Cobres) dovrebbero essere in possesso di un vero macchinista... Guarda caso, tra i tre candidati che fecero domanda e che vennero scrupolosamente esaminati da Zantedeschi, solo "il Cobres Enrico" sembrò possedere i requisiti adatti per meritarsi il posto lasciato libero. Pochi mesi dopo Enrico Cobres prestò solenne giuramente all'Imperatore d'Austria e passò così alle dipendenze del Liceo (la formula di rito è conservata negli archivi). Le cose però non andarono come sperato dallo Zantedeschi, perché già nel 1847 (24 marzo) il professore lamenta la situazione in cui versa il gabinetto di fisica, cui manca il macchinista (Enrico Cobres) perché malato e impossibilitato a prestare la sua opera presso l'istituto. Con un nuovo concorso il posto venne assegnato a Giacomo Longhi. Infatti il figlio di Francesco Cobres, Giovanni Battista, allora sedicenne e da due anni garzone nell'officina dei Cobres, venne ritenuto dallo Zantedeschi troppo giovane e inesperto per entrare alle dipendenze del liceo come macchinista.

Alle mani di Cobres si devono sicuramente (in quanto firmati):

Nota sul Premio d'Industria: Tale manifestazione si svolgeva ad anni alterni a Venezia e a Milano. La distribuzione dei premi avveniva nel giorno onomastico dell'imperatore, talvolta alla presenza dello stesso imperatore o comunque di un suo rappresentante d'alto livello. L'organizzazione del Premio a Venezia era curata dall'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.